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	<title>Politica &amp; Economia - The Watcher Post</title>
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	<description>Online newspaper platform for political and economic analysis</description>
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		<title>Il bilancio degli ultimi cinque anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianni Pittella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Apr 2024 10:33:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica & Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con le elezioni europee alle porte è giunto il momento di stendere un bilancio dei cinque anni di legislatura europea appena trascorsi. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">With the <a href="https://www.thewatcherpost.eu/road-to-eu-2024/new-cleavages-will-shape-2024-european-elections-ecfr-shows/">European elections</a> just around the corner, it&#8217;s time to assess the past five years of European legislative session. Si tratta di una legislatura che ha affrontato tempi straordinari, che, da un lato, hanno costretto i leader europei a prendere decisioni coraggiose e lungimiranti, dall’altro, hanno fatto emergere la persistente incapacità dell’Europa di agire in un contesto globale.</p>

<p class="wp-block-paragraph">I due temi più affrontati dal Parlamento europeo e dalla Commissione sono stati, in senso lato, la transizione verde e digitale. Per quanto riguarda le politiche per l’ambiente, la strategia senza dubbio più impattante, e che ha attirato su di sé critiche feroci, è il Green New Deal. Le politiche verdi dell’Unione degli ultimi cinque anni hanno riguardato aspetti diversi, tra cui la neutralità climatica, le politiche energetiche a sostegno delle energie rinnovabili (e, in una seconda fase della legislatura anche il nucleare), l’economia circolare (si pensi alle iniziative di riciclo e riuso e quelle volte a evitare gli sprechi), la lotta alla deforestazione e la protezione della biodiversità.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista digitale, gli atti più rilevanti sono stati il digital markets act e il digital services act. Questi due atti hanno affrontato aspetti cruciali come le pratiche delle grandi aziende tecnologiche, la promozione della concorrenza, la tutela dei consumatori, la sicurezza dello spazio digitale, il bando degli AD targeted sui minori, la moderazione dei contenuti. Sulla fine della legislatura si è aggiunto anche l’AI act, la prima normativa a livello internazionale che regola l’utilizzo dell’intelligenza artificiale.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Questa legislatura ha visto anche importanti progressi sul versante della governance economica, come chi legge questi articoli sa bene, dall’approvazione del next generation EU alla riforma delle regole europee di bilancio. Meno rilevanti sono state, invece, le iniziative di riforma istituzionale, con la conferenza sul futuro dell’Europa, i cui esiti sono ancora avvolti da un manto di incertezza, e la mancata applicazione del sistema degli Spitzenkandidaten.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista della leadership, la Commissione europea sotto Ursula von der Leyen è stata sicuramente più riconosciuta e percepita da parte dei cittadini europei rispetto alle commissioni precedenti. Tuttavia, l’immagine della Commissione è uscita sfocata dai recenti scandali Pfizergate e Piepergate. Meno positive sono state le immagini del Consiglio europeo, <a href="https://www.consilium.europa.eu/it/european-council/president/">Charles Michel</a>, e della BCE, Christine Lagarde, entrambe poco apprezzate sia dagli addetti ai lavori che dall’opinione pubblica. Resterà, invece, sempre indimenticata la figura di David Sassoli.</p>
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		<title>Riforma dei trattati europei, la necessità di una posizione più netta</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.eu/it/riforma-dei-trattati-europei-la-necessita-di-una-posizione-piu-netta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianni Pittella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Mar 2024 10:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica & Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Borrell]]></category>
		<category><![CDATA[conferenza sul futuro dell'europa]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni europee]]></category>
		<category><![CDATA[trattati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo scorso 22 novembre il Parlamento europeo ha approvato una proposta di riforma dei trattati europei a seguito della Conferenza sul futuro dell’Europa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.eu/it/riforma-dei-trattati-europei-la-necessita-di-una-posizione-piu-netta/">Riforma dei trattati europei, la necessità di una posizione più netta</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.eu/it/">The Watcher Post</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Lo scorso 22 novembre il <a href="https://www.thewatcherpost.eu/politics-economics/member-states-and-european-parliament-agree-on-new-rules-for-economic-governance-framework-aka-stability-and-growth-pact/">Parlamento europeo</a> ha approvato una proposta di riforma dei trattati europei a seguito della Conferenza sul futuro dell’Europa. Tra le proposte principali degli eurodeputati figurano un aumento delle decisioni a maggioranza qualificata in consiglio e dei casi soggetti a procedura legislativa ordinaria con una condivisione di alcune competenze chiave, il diritto di iniziativa legislativa per il Parlamento europeo e il ruolo di colegislatore per il bilancio a lungo termine, la revisione delle regole per la composizione della Commissione europea, che diventerebbe simile a un esecutivo europeo, e una maggiore trasparenza per i lavori del Consiglio pubblicando le posizioni degli Stati membri dell’UE sulle questioni legislative.</p>

<p class="wp-block-paragraph">A seguito dell’approvazione da parte del Parlamento europeo, la presidenza spagnola del Consiglio ha trasmesso il tutto al consiglio europeo, che tuttavia, come prevedibile, sta tergiversando. Infatti, non è prevista una discussione sull’argomento nel Consiglio europeo, per via delle solite dinamiche nazionali in vista delle elezioni europee. In Italia la situazione è attualmente stagnante.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Il Governo ha una posizione di non preventiva ostilità verso le posizioni europee e sembrano marginali le pulsioni euroscettiche di pezzi del centrodestra, in particolare la Lega, che pare abbia perso ogni tipo di influenza sugli affari istituzionali europei e sulla politica estera, nonostante le frequenti e imbarazzanti dichiarazioni di Matteo Salvini contro l’Europa e a sostegno della Russia. Tuttavia, e questo riguarda principalmente Fratelli d’Italia, permane una certa ambiguità su quale Europa sia veramente desiderata dal Governo, e se l’Italia sia disposta ad accettare di realizzare le riforme istituzionali.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Le riforme istituzionali richiedono una riforma dei trattati, e mi sembra che abbia ragione il <a href="https://commissioners.ec.europa.eu/josep-borrell-fontelles_en">commissario Borrell</a> quando dice che per aumentare l’integrazione europea nel settore della politica estera e della difesa, si debba passare necessariamente da una riforma dei trattati. Lo stesso vale per gli investimenti: il passaggio a un meccanismo permanente di investimenti europei, fondato sulle risorse proprie, ha bisogno di una riforma che stabilisca un bilancio federale europeo.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Su tutti questi temi il governo italiano non si è ancora espresso. Le elezioni europee potrebbero essere un buon momento per riflettere su questi argomenti, ma ho paura che la discussione verterà su piccole dinamiche nazionali che non farebbero onore a un paese fondatore come l’Italia. Sta di fatto che la difesa della sovranità, tanto propugnata dal centro destra, non può che passare dalla condivisione delle sovranità nazionali che faccia nascere una vera sovranità europea.</p>
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		<title>Una nuova Europa è possibile solo se il bilancio europeo verrà trasformato in un bilancio federale</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.eu/it/una-nuova-europa-e-possibile-solo-se-il-bilancio-europeo-verra-trasformato-in-un-bilancio-federale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianni Pittella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Mar 2024 16:11:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica & Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Motivi per cui occorre trasformare l’attuale bilancio europeo in un bilancio federale, dotato di risorse proprie consistenti e caratterizzato dal protagonismo del Parlamento europeo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.eu/it/una-nuova-europa-e-possibile-solo-se-il-bilancio-europeo-verra-trasformato-in-un-bilancio-federale/">Una nuova Europa è possibile solo se il bilancio europeo verrà trasformato in un bilancio federale</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.eu/it/">The Watcher Post</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Lo scorso 5 marzo, la <a href="https://www.thewatcherpost.eu/energy-environment/commission-welcomes-italian-draft-updated-national-energy-and-climate-plan-but-still-work-to-do/">Commissione europea</a> e l’alto rappresentante hanno presentato la prima strategia industriale europea in materia di difesa (EDIS) a livello dell’UE, con l’obiettivo di sostenere la competitività e la prontezza dell’industria della difesa europea. Si tratta di un passaggio molto importante, perché fa entrare la Commissione in un aspetto lasciato tradizionalmente agli stati membri, agli organi intergovernativi e alle alleanze internazionali.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Il rafforzamento della difesa è molto importante, anche solo per ottimizzare le spese in mezzi e strumenti militari da parte degli stati membri. L’edizione del 2024 del rapporto sul “costo della non Europa”, in linea con gli studi degli anni precedenti, mostra come il cittadino europeo medio potrebbe risparmiare 380 euro all’anno se l’UE fosse pienamente integrata nel settore della difesa. Il confronto con gli Stati Uniti parla chiaro: gli USA hanno un solo modello di carro armato da battaglia, mentre i paesi europei ne hanno 17, quattro classi di fregate contro le 29 UE, 6 caccia contro i 20 modelli dell’UE. Questo genera inefficienze e sprechi, perché moltiplica gli sforzi necessari all’addestramento e all’approvvigionamento di componenti e munizioni. L’Unione europea, quindi, spendendo meno e in modo coordinato, potrebbe raggiungere una capacità di difesa ben superiore a quella attualmente detenuta dagli stati membri separatamente.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Ma al di là degli aspetti di efficienza, l’integrazione europea della difesa rafforza l’esigenza di un salto di qualità dell’architettura istituzionale europea. Per finanziare il programma <a href="https://defence-industry-space.ec.europa.eu/eu-defence-industry/edip-future-defence_en">europeo per l’industria della difesa</a> (EDIP), verranno mobilitati 1,5 miliardi di euro del bilancio dell’UE nel periodo 2025-2027. Per quanto si tratti di una quantità di risorse rilevante, il dibattito intorno a questa spesa non si è avvertito, quantomeno in Italia. La ragione di ciò va individuata nell’alone di oscurità che ancora permea il quadro finanziario pluriennale (MFF) a livello di opinione pubblica e classi politiche nazionali. Inoltre, va sempre ricordato come la fonte principale di finanziamento del MFF siano i trasferimenti da parte degli stati membri, e non risorse proprie europee.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Per questi motivi – di legittimità delle scelte europee e di autonomia dell’Unione nel reperire le risorse per finanziare beni pubblici essenziali come la difesa – occorre trasformare l’attuale bilancio europeo in un bilancio federale, dotato di risorse proprie consistenti e caratterizzato dal protagonismo del Parlamento europeo. I tempi sono quindi maturi, sia nel settore della difesa, che in quello della governance economica, per dare all’Europa un nuovo volto, più democratico e legittimo agli occhi dei cittadini.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.eu/it/una-nuova-europa-e-possibile-solo-se-il-bilancio-europeo-verra-trasformato-in-un-bilancio-federale/">Una nuova Europa è possibile solo se il bilancio europeo verrà trasformato in un bilancio federale</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.eu/it/">The Watcher Post</a>.</p>
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		<title>Difesa, stesso schema degli eurobond nel NGEU</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.eu/it/difesa-stesso-schema-degli-eurobond-nel-ngeu/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianni Pittella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Mar 2024 16:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica & Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di fronte alle perduranti incertezze degli Stati Uniti è emerso il tema di replicare lo schema degli eurobond del Next Generation EU per la difesa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.eu/it/difesa-stesso-schema-degli-eurobond-nel-ngeu/">Difesa, stesso schema degli eurobond nel NGEU</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.eu/it/">The Watcher Post</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Di fronte alle perduranti incertezze degli Stati Uniti nel continuare il proprio sostegno finanziario e militare all’Ucraina, a causa dei veti dei repubblicani, troppo schiacciati sulle posizioni filo-russe, è emerso il tema di replicare lo schema degli eurobond del <a href="https://www.thewatcherpost.eu/news/next-generation-eus-recovery-and-resilience-facility-mid-term-review-shows-promising-progress/">Next Generation EU</a> per la difesa.</p>

<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://commissioners.ec.europa.eu/paolo-gentiloni_en">Il commissario europeo per l’economia Gentiloni</a> si è espresso a favore dell’idea, ricordando che l’UE in questi anni è stata in grado di andare sui mercati finanziari e raccogliere 100 miliardi ogni anno, mantenendo il proprio rating tripla A.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Rispetto a questa proposta, a mio avviso corretta, da destra e da sinistra si sono come al solito le reazioni sono state fredde. A destra si è riscontrata una notevole indifferenza, probabilmente dovuta al fatto che tutte le attenzioni fossero rivolte alla questione del terzo mandato, per la quale si è rischiata una crisi di governo. In Germania il liberale Lindner si è detto contrario in nome della tradizionale visione di austerità che negli ultimi anni ha fatto più danni che altro.</p>

<p class="wp-block-paragraph">A sinistra, invece, in nome di un pacifismo ingenuo (o in mala fede), la sinistra del PD, ormai maggioritaria, e il movimento 5 stelle si sono schierati contro. La posta in gioco è più alta di quello che i partiti italiani possono vedere nelle loro piccole diatribe ideologiche. La creazione di un meccanismo di finanziamento comune per la difesa significherebbe replicare lo schema del NGEU, sancendo il principio che a sfide comuni si risponde con risorse comuni. Questa scelta comporterebbe un passo in avanti essenziale per l’integrazione europea, perché presupporrebbe di fare anche un salto politico nella direzione di un’Europa federale.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Naturalmente ciò a condizione che non si tratti una operazione isolata ma di un pezzo di un disegno finalizzato alla Difesa Europea, ad un Fisco Europeo, e in prospettiva agli Stati Uniti d’Europa. Dire sì agli eurobond ma non per la difesa significherebbe privare l’Europa di quella forza propria di un sistema federale di raccogliere e spendere risorse in autonomia in settori in cui gli stati nazionali risultano impotenti. Ma bisogna fare attenzione anche alle conseguenze di un’Europa debole.</p>

<p class="wp-block-paragraph">A differenza che durante la crisi finanziaria, la sopravvivenza dell’Europa non è messa in dubbio solo internamente, ma anche esternamente, da una potenza, la Russia di Putin, che vuole riportare indietro le lancette della storia affermando la guerra come strumento di allargamento dei propri confini, principio rigettato dall’idea stessa di Europa unita, libera e pacifica. Per questo motivo occorre riflettere bene sul fatto che le forze politiche italiane siano all’altezza del momento storico che viviamo.</p>
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		<title>La vulnerabilità delle istituzioni, non solo europee</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.eu/it/la-vulnerabilita-delle-istituzioni-non-solo-europee/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianni Pittella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Feb 2024 15:43:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica & Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non entro nelle motivazioni delle proteste, ciò che mi colpisce è il senso di vulnerabilità delle istituzioni, non solo quelle europee.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.eu/it/la-vulnerabilita-delle-istituzioni-non-solo-europee/">La vulnerabilità delle istituzioni, non solo europee</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.eu/it/">The Watcher Post</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La scena dei trattori che invadono Brussels e abbattono una statua a Place Luxembourg a pochi metri dall’ingresso del <a href="https://www.thewatcherpost.eu/politics-economics/member-states-and-european-parliament-agree-on-new-rules-for-economic-governance-framework-aka-stability-and-growth-pact/">Parlamento Europeo</a>, mi viene spesso alla mente in questi giorni suscitando emozioni, paure, riflessioni.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Non entro nelle motivazioni delle proteste, ciò che mi colpisce è il senso di vulnerabilità delle istituzioni, non solo quelle europee, la perdita di quel carisma che le rendeva inviolabili.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Per stare sulla debolezza europea, c’è da chiedersi perché nonostante le risposte coraggiose sulla pandemia (con il mega piano da 750 miliardi di euro) ed anche la recentissima decisione di sostenere l’Ucraina con 50 miliardi di euro, persino anticipando gli Stati Uniti e col voto favorevole del filo russo Orban, il fascino e il rispetto siano sfuocati.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Non può essere si tratti della sola recriminazione degli agricoltori che chiedono maggiore attenzione nell’attuare la transizione energetica ed ambientale, né della persistente impalcatura burocratica e le regole di funzionamento e di governance che rendono le decisioni troppo lente, né della timidezza verso una riforma profonda del patto di stabilità che includa la capacità fiscale.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Io credo che il punto sia più generale e riguardi il “senso”, la percezione o meno della missione europea.</p>

<p class="wp-block-paragraph">L’entusiasmo verso la costruzione europea, a partire dalla <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/European_Coal_and_Steel_Community">Comunità del Carbone e dell’Acciaio</a>, fino alla nostra Unione, nasceva dal senso di quel progetto.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Ognuno riusciva a comprendere e a condividere che dopo due guerre che avevano falcidiato l’Europa bisognava costruire una diga invalicabile, mettendo insieme valori diritti e doveri di popoli e governi nel quadro di una pace duratura e senza ritorno.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Oggi, davanti all’invasione della Ucraina e ai pericoli di escalation nel Medio Oriente, quell’imperativo storico è attualissimo ma non basta agli occhi dei cittadini.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Serve associarlo a poteri comuni sulla politica estera e di difesa e serve accompagnarlo ad una nuova missione, esplicita e condivisa.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Oggi il senso del progetto europeo è dato dalla misura in cui riesce a fronteggiare i cambiamenti di epoca che stiamo vivendo.</p>

<p class="wp-block-paragraph">L’intelligenza artificiale, il governo dei flussi migratori, come fare la transizione energetica ed ambientale, e a quale ordine mondiale concorrere, questi sono a mio giudizio i temi su cui l’Unione Europea potrà rinnovare il suo slancio vitale, perire o semplicemente vivacchiare mentre corporativismi e populismi la sfideranno incuranti del suo antico blasone.</p>
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		<title>Revisione bilancio UE 21-27: tutti i nodi dell’accordo</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.eu/it/revisione-bilancio-ue-21-27-tutti-i-nodi-dellaccordo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianni Pittella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Feb 2024 14:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica & Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella giornata di oggi, il Consiglio europeo si riunirà in via straordinaria per discutere la revisione intermedia del bilancio a lungo termine dell’UE 2021-2027.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.eu/it/revisione-bilancio-ue-21-27-tutti-i-nodi-dellaccordo/">Revisione bilancio UE 21-27: tutti i nodi dell’accordo</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.eu/it/">The Watcher Post</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nella giornata di oggi (1° febbraio 2024), il Consiglio europeo si riunirà in via straordinaria per discutere la revisione intermedia del bilancio a lungo termine dell’UE 2021-2027. Si tratta di una proposta avanzata dalla Commissione europea già il 20 giugno 2023. Nel corso del <a href="https://www.thewatcherpost.eu/politics-economics/highlights-from-the-european-council-unity-support-and-action/">Consiglio europeo</a> di ottobre, i Capi di Stato e di governo avevano invitato al raggiungimento di un accordo entro la fine dell’anno.</p>

<p class="wp-block-paragraph">La situazione ha iniziato a sbloccarsi in occasione del Consiglio europeo di dicembre, che ha sostenuto la revisione chiedendo all’Ungheria rappresentata dal presidente Orban di non partecipare alle votazioni. Lo scorso 10 gennaio, il Consiglio aveva concordato mandati negoziali parziali in merito allo strumento per l’Ucraina, ossia uno strumento che fornisce sostegno finanziario per aiutare l’Ucraina nella sua ripresa e modernizzazione, e a STEP, vale a dire una nuova piattaforma per le tecnologie strategiche.</p>

<p class="wp-block-paragraph">In particolare, lo strumento per l’Ucraina costituirebbe un unico strumento il sostegno bilaterale dell’UE e fornirebbe sostegno finanziario nel periodo 2024-2027, sulla base di sovvenzioni, prestiti e garanzie. Secondo la Commissione europea, tale strumento garantirebbe prevedibilità, trasparenza e responsabilità, contribuendo in tal modo alla sostenibilità delle finanze dell’Ucraina e proteggendo il bilancio dell’UE. Inoltre, trattandosi di uno strumento bilaterale, confermerebbe un approccio unitario da parte dell’Unione nel suo rapporto con l’Ucraina, fatto politicamente molto importante per segnalare alla Federazione Russa la non disponibilità del blocco europeo a interrompere il proprio sostegno nei confronti del paese invaso. Un accordo sull’Ucraina in questa direzione sarebbe una buona notizia per il Paese, che seguirà l’accordo tra i ministri della difesa UE raggiunto ieri (31 gennaio 2023), che conferma la volontà di consegnare 1 milione di proiettili di artiglieria all’Ucraina, di cui oltre 500mila saranno forniti entro la fine di marzo.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Da queste vicende si deve trarre una riflessione, partendo da due considerazioni. La prima è sull’appropriatezza della governance europea. Il sistema intergovernativo che caratterizza la maggior parte delle scelte strategiche dell’UE rischia di incepparsi a ogni passaggio delicato se anche un solo paese, in questo caso l’Ungheria, si oppone unilateralmente alla linea degli altri paesi. Il superamento dello stallo avvenuto a dicembre è infatti una vittoria temporanea, che potrebbe essere vanificata da atteggiamenti simili ripetuti in futuro. In questa direzione, tra l’altro, va letta la dichiarazione dell’ex premier polacco del Pis, Mateusz Morawiecki, che si è detto d’accordo sull’adesione di Fidesz, il partito del premier ungherese Viktor Orban, al gruppo dei Conservatori e riformisti europei (Ecr).</p>

<p class="wp-block-paragraph">La seconda è sulla situazione internazionale. Le elezioni americane del prossimo 5 novembre potranno consegnare nuovamente la presidenza a Donald Trump, il quale con ogni probabilità sancirebbe la fine degli aiuti americani all’Ucraina, spaccando in due il mondo occidentale. Sia la fragile governance europea sia la volatilità del quadro internazionale vanno nella direzione di un rafforzamento dell’Europa. Sarà essenziale che nel nuovo parlamento europeo possa formarsi una maggioranza non solo favorevole in generale al processo di integrazione europea, ma anche a una sua ambiziosa riforma in senso federale, che ne trasformi la governance affinché risulti più adatta ai tempi difficili che stiamo vivendo.</p>
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		<title>Chi comanda in Europa?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianni Pittella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jan 2024 14:29:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica & Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chi comanda in Europa? Nel pantheon dei costruttori europei troviamo non a caso Kohl e Mitterand, Colombo, Delors, Monnet e Spinelli, e nei tempi più recenti la Merkel, Macron e Draghi.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Chi comanda in Europa? Non c’è dubbio che nel passato il motore della integrazione europea è stato l’asse franco tedesco, sovente con il contributo importante dell’Italia. Nel pantheon dei costruttori europei troviamo non a caso Kohl e Mitterand, Colombo, <a href="https://www.thewatcherpost.eu/tourism-culture/how-relevant-that-meeting-with-delors-is-today/">Delors</a>, Monnet e Spinelli, e nei tempi più recenti la Merkel, Macron e Draghi.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Ma oggi il panorama geopolitico della Unione Europea è profondamente mutato. Le leadership di Francia e Germania sono obiettivamente più deboli anche a causa delle situazioni interne ai rispettivi Paesi. Il Cancelliere Sholz appare politicamente infiacchito dallo scarso gradimento da parte della opinione pubblica rispetto alla coalizione che guida.</p>

<p class="wp-block-paragraph">E Macron ha da poco dovuto cambiare il primo ministro ed è bersagliato dalle insidie della sinistra e della destra <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Marine_Le_Pen">Lepeniana</a>. In Italia è difficile immaginare che la Premier Meloni possa assurgere ad un ruolo di avanguardia in sede europea per la storica cultura scettica per usare un eufemismo sia perché la sua idea di Europa è al più una idea intergovernativa, non già comunitaria.</p>

<p class="wp-block-paragraph">E poi la Presidente del Consiglio italiana è insidiata reiteratamente dall’aperto antieuropeismo di Salvini che lei fronteggia, come è avvenuto sul MES, occupando il medesimo spazio, non lasciando al leader leghista il monopolio dell’anti-brussels.</p>

<p class="wp-block-paragraph">D’altra parte in Spagna e Portogallo i due leader socialisti Sanchez e Costa , sia pure in situazioni e per ragioni diverse , sono alle prese con criticità politiche non trascurabili.</p>

<p class="wp-block-paragraph">E dall’Est europeo arrivano segnali non univoci: la vittoria di Tusk in Polonia segna indubbiamente un punto a favore delle posizioni pro europee, ma il blocco non è unito in primis per la presenza invasiva e aggressiva del premier ungherese Orban che ha posto in discussione persino la continuità degli aiuti europei alla Ucraina.</p>

<p class="wp-block-paragraph">In questo quadro di movimento ha assestato una spinta poderosa la decisione dell’attuale presidente del Consiglio Europeo, Michel, di candidarsi alle prossime elezioni europee, che aprirebbe le porte all’assunzione del suo ruolo da parte dello stesso Orban, sia pure per un periodo transitorio finì alle elezione del nuovo Presidente.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Può questa situazione sfilacciata dei leader di Governo portare ad un ulteriore indebolimento della UE dopo le elezioni? Può essere! Ma la riduzione del peso e del comando intergovernativo può anche portare ad un rilancio della dimensione federale che significa in sostanza che un Parlamento Europeo popolato da energie autorevoli e determinate, una Commissione Europea che rafforza il suo ruolo di proposta e di ricerca delle intese tra Parlamento e Consiglio, sulla scia della esperienza di Delors e della stessa positiva azione della Von Der Leyen, possono diventare i motori comunitari della integrazione. Questo è, naturalmente, il mio auspicio.</p>
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